venerdì 10 gennaio 2014

ALLA RICERCA DELLA POESIA





Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto.

Gustave Flaubert, Lettere, 1830/80 

lunedì 6 gennaio 2014

LA NATURALEZZA DELLA POESIA E IL POETA DILETTANTE

Se la poesia non nasce con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure.
John Keats, Lettera a John Taylor, 1818





Quella della naturalezza e dell'artificiosità nell'ambito della poesia è una quaestio molto presente nell'ambiente critico-letterario. Se da un lato si sostiene che il poeta debba essere preso/posseduto dal fuoco della poesia (altrimenti non è poeta), dall'altro non si può fare a meno di giudicare indispensabile il cosiddetto labor limae, il lavoro di lima, la rifinitura che molti critici amano a tal punto da affermare che fare poesia significa tagliare.  

Quello del poeta è un duro mestiere che lo porta continuamente a chiedersi se la sua poesia sia degna di essere letta oppure no. 

Certamente sono vere entrambe le posizioni che devono però confluire in un'unica direzione: che è quella di mantenere intatta la naturalezza del momento di creazione poetica. La rifinitura, qualora necessaria, non dovrebbe rendere la poesia artefatta e solidificare la fluidità della trasmissione poetica; ma dovrebbe limare, a volte tagliare, quei detriti che il fiume porta con sè alla foce. Il buon rifinitore elimina i detriti e lascia inalterata l'acqua nata dal fuoco della poesia.
Tutto questo non è assolutamente facile e non è neppure una tecnica da apprendere e affinare. Ogni volta è una nuova sfida, anche per  i poeti più maturi. Per cui il poeta è e resta sempre un dilettante. 


giovedì 12 dicembre 2013

IL VINCITORE





                     Un vincitore è un sognatore che non si è arreso



E' una frase molto popolare di Nelson Mandela ma è anche molto significativa e particolarmente incoraggiante. Ci spinge a non fermarci mai, a rialzarci, a combattere. Sempre.


Altre citazioni importanti e che dimostrano la forza di quest'uomo, che la nostra memoria non potrà mai dimenticare, sono: 


- "Ho sviluppato una forza interiore che mi ha fatto dimenticare la povertà in cui versavo, la sofferenza, la solitudine e la frustrazione"

-"Cominciare una rivoluzione è facile, è il portarla avanti che è molto difficile"

- "Devo confessare che, per quanto mi riguarda, la minaccia della morte non ha mai suscitato in me il desiderio di fare il martire [...] La voglia di vivere non è mai scomparsa"

lunedì 9 dicembre 2013

E. MONTALE. I limoni



I LIMONI di Eugenio Montale
(da Ossi di Seppia)

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.

domenica 1 dicembre 2013

L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI

da "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry



Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". Soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo"."Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
"Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
"Io sono responsabile della mia rosa…." Ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

mercoledì 27 novembre 2013

PABLO NERUDA E' FELICE




ODE AL GIORNO FELICE
di Pablo Neruda

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

venerdì 22 novembre 2013

DIVENTARE POETI A 92 ANNI. Shibata Toyo




Shibata Toyo (26 giugno 1911 - 20 gennaio 2013)


Depressa poiché, a causa del mal di schiena, non poteva più dedicarsi alla danza tradizionale, il suo passatempo preferito, a novantaduenne anni Shibata Toyo, giapponese, comincia a comporre poesie, spronata dal figlio ultrasessantenne. Di notte quando la badante tornava a casa e lei restava sola davanti alla televisione, si dedicava alla scrittura di racconti e pensieri, alla poesia che l'ha aiutata a capire che nella vita non ci sono soltanto dolore e sofferenza. 


Ho annotato anche il dolore, ed ho imparato che una volta impresso su carta, ha una nuova dimensione. Ho parlato di fede, amore e speranza. Se credo in Dio ? Non lo so di certo dove sia Dio, ma ho il sentimento, che il suo vento e il suo sole splendente mi guidino. Mi mostrino i passi per il cammino.

La sua prima raccolta di poesie fu pubblicata nel 2009 con il titolo Kujikenaide, edito in Italia da Mondadori con il titolo Se sei triste guarda il cielo, ed ebbe un successo straordinario. 

E' morta all'età di 101 anni ma i suoi scritti hanno permesso - e permettono - a tantissima gente di ricominciare a vivere, a credere, ad avere speranza.





Il vento e il raggio di sole
Quando mi siedo
sulla veranda
e chiudo gli occhi
il vento e i raggi sole
mi sussurano
“Come stai?
Perchè non fai quattro passi
in giardino?”

“Avanti!”
rispondo io
tra me e me .
e oplà
mi alzo.


Io
Da quando ho superato i novant’anni
e ho iniziato a scriverepoesie,
ogni giorno
è degno di esere vissuto.
Per quanto sia ridotta
a pewlle e ossa,
sono ancora in grado
di leggere nel cuore delle persone,
di percepire con chiarezza
il mormorio del vento
e di conversare con scioltezza.
“E’ davvero in forma!”
mi dicono tutti
per farmi un complimento,
e questo mi rende felice
e mi permette
di andare avanti.