lunedì 18 novembre 2013

LE POESIE NON SI SPIEGANO

In "Venuto Al Mondo" di Margaret Mazzantini






La spiegazione o, meglio, la comprensione di una poesia ha sempre del soggettivo e non è mai esaustiva. 

Tuttavia lasciarsi solo colpire da una poesia o, come suggerisce Margaret Mazzantini nel suo romanzo "Venuto al mondo", avvertire che una poesia ha raggiunto il posto giusto è godersi la poesia a metà. Perché molto di quello che ci mette l'autore non riusciamo a comprenderlo per una serie di ragioni e, magari, a volte ci mettiamo quello che l'autore non ci ha messo. Tutto questo rientra nella bellezza della lettura: l'emozione che provoca in noi, l'interpretazione che formuliamo.

Ma perché non approfondire di ogni singolo verso la sua natura, i suoi significati, le magie di cui l'ha caricato l'autore?




A Sebina piacevano le poesie del fratello, però faceva troppe domande. 

Lui le diceva: « Le poesie non si spiegano, se raggiungono il posto giusto, 
ti grattano dentro ».
(da "Venuto al mondo", Margaret Mazzantini)




sabato 16 novembre 2013

IL PERDONO

 per Oscar Wilde

Bisogna sempre perdonare i propri nemici. 
Niente li infastidisce di più. 

Oscar Wilde

sabato 2 novembre 2013

SOGNA, RAGAZZO SOGNA

di Roberto Vecchioni

VIDEO

E ti diranno parole rosse come il sangue,
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu...

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.

sabato 12 ottobre 2013

Henry David Thoreau

"Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto."
da Walden ovvero Vita nei boschi


sabato 8 giugno 2013

MI ODIANO PERCHÉ AMO LA VITA

Storia di un aborto abortito


                      Gianna Jessen, storia di un aborto abortito (video)

Questa donna Gianna Jessen girà il mondo per testimoniare la sua vita. Nata per miracolo a causa di un aborto non riuscito, subisce, per via della soluzione salina con cui era stato effettuato il tentativo di aborto, una paralisi cerebrale e muscolare.
Dopo anni di terapie e cure, guarisce dalla paralisi mantenendo solo alcune piccole difficoltà a livello motorio nella deambulazione.

Gianna, che ha vinto la morte e ha vinto la vita, ama la vita e la difende con tutte le sue forze combattendo in particolare contro l’aborto. Si definisce cristiana ma è in realtà una soldatessa di Cristo perché dichiara di fare tutto ciò che fa per dare gloria a Lui. E sostiene di essere odiata perché difende la vita il cui valore oggi è ridotto ai soli connotati materialistici: la nostra vita ruota attorno all’esigenza del denaro. Spesso si sente dire che il denaro non fa la felicità ma aiuta a vivere.

Il denaro aiuta a vivere... ma anche a morire. La madre di Gianna Jessen pagò per abortire, e la clinica a cui si rivolse è inserita in un circuito di cliniche che praticano l’aborto che incassano milioni di dollari l’anno.


Come Gianna, lottiamo per la vita, per la sua straordinarietà, riuscendo a scorgere la sua bellezza anche nella sofferenza, nel dolore, nella difficoltà. Guardiamo a ciò che abbiamo e amiamolo: ogni cosa che possediamo e ogni persona che ci circonda sono un dono incommensurabile per noi. Amiamo la vita, difendiamola dal giorno del concepimento a quello della fine, perché nel concepimento c’è l’inizio e nella fine anche.